Sono passato mille volte dalla bella e tortuosa strada che attraversa la Valvestino, sognando di soffermarmi sulle rive del lago mentre in realtà ci passavo solo di sfuggita, fermandomi giusto qualche minuto per scattare un paio di fotografie da uno dei ponti che passano alti sulle sue acque.
In una bella mattina di primavera grazie a Beppe che mi offre un passaggio in canoa, ecco presentarsi la possibilità di esplorare questa fantastica valle.
Posta al centro della Riserva Naturale della Gardesana Occidentale e del Parco regionale dell’Alto Garda Bresciano deve molto del suo fascino al suo specchio d’acqua artificiale, una sorta di fiordo ramificato racchiuso tra le verdi vette alpine dei monti Palotti, Fassane, Pracalvis, Alberelli e Albereletti. Monti dai fitti boschi che offrono l’habitat ideale per cervi, caprioli e mufloni.
Il lago di Valvestino fu’ creato nel 1962, con la costruzione della diga di Ponte Cola, sul torrente Toscolano. E’ alimentato dal torrente Droanello, dalle acque del torrente San Michele e dal torrente Vesta.
Quest’ultimo e’ situato all’interno dell’area Wilderness Val di Vesta, isolata e selvaggia, raggiungibile solo a piedi o in canoa. Ed e’ qui che ci siamo diretti.
Abbiamo gonfiato la nostra canoa giusto sotto il ponte che si incontra dopo Molino di Bollone provenendo dal lago D’Idro. Si scende al lago lasciando l’auto appena dopo il ponte e prendendo una strada sterrata sulla sinistra in salita, per abbandonarla poco dopo per un piccolo sentiero in discesa sempre a sinistra.
Il lago al mattino presto pare uno specchio dall’atmosfera incantata, mentre pagaiamo abbiamo la sensazione di essere sospesi sull’acqua.
Dopo esserci goduti i riflessi incredibili delle montagne sul lago abbiamo percorso il ramo lungo circa 1.5Km nella valle del Vesta, per arrivare alle belissime pozze (45.709579, 10.587409) sul torrente Vesta, ideali per fare il bagno e immerse in un’oasi in cui perdersi una o più giornate girovagando in lungo e in largo.
Si può raggiungere questo luogo anche con un lungo sentiero che costeggia il lago e che comincia presso Molino di Bollone, poco prima del ponte sul fiume. Da qui potreste anche visitare la bella grotta ricca di stalagmiti chiamata “Cuel Sant Grande” (45.7131338, 10.5777458), la cui leggenda narra che vi si celasse un vitello d’oro il cui fiato produceva un vento che pietrificava all’istante coloro che osavano entrare nella caverna. Le numerose colonne all’ingresso sarebbero potrebbero essere coloro che vi hanno preceduto.
I boschi attorno sono ricchi di specie: Aceri, Frassini, Tigli, Faggi, Pini, Carpini e anche Roverelle. Se siete appasionati di fiori cercate invece le specie endemiche, come il Giglio dorato o la Scabiosa vestina.
Insomma non perdete l’occasione di esplorare questa splendida valle dal fascino sorprendentemente selvaggio, a due passi dal lago di Garda e dal lago D’Idro.
Molti altri bellissimi posti potete trovarli sul libro Wild Swimming Italia, disponibile qui o sul sito dell’editore Idea Montagna.
Ciao, complimenti per il sito. Mi puoi aiutare a capire meglio come raggiungere a piedi le pozze del Vesta? Grazie mille, Laura